palestina risoluzioni 181-194-242-338

Risoluzione181
Assemblea Generale ONU – 29 Novembre 1947

La prima sulla questione Mediorientale che suddivide la Palestina in due Stati: uno Arabo ed uno Ebraico.

È divisa in 3 parti.

Parte 1: Futura costituzione e governo della palestina
La UN General Assembly prende nota che il piano di evacuazione della Palestina si completerà il 1° Agosto 1948. Chide agli abitanti della Palestina di venire incontro quanto necessario perché questo pinano si porti a compimento. Fa appello ai governi ed alla gente di frenare ogni atto o azione che potrebbe compromettere le note suddette..
Autorizza il Segretario Generale di prelevare dal Working Capital Fund una somma non superiore ai 2,000,000 dollari per le risoluzioni nello scorso paragrafo e per il futuro governo della Palestina.
Nelle sezioni A e B tratta della partizione e dell’indipendenza della Palestina: I regolamenti sulle elezioni di ogni stato saranno stesi dal Consiglio Provvisorio e approvati dall’Assemblea su linee democratiche. Per queste elezioni le persone sopra i 18 anni cittadini residenti nello stato ebraico della Palestina e nello stato Arabo saranno tenuti a votare ciascuno rispettivamente nei loro stati. Anche le donne possono votare e possono essere elette all’Assemblea Costituente.
La sezione C comprende le dichiarazioni:
Nel capitolo 1: Si dovrà preservare la libertà di transito e visita per tutti i cittadini degli altri stati della Palestina, della città di Gerusalemme e di tutti i luoghi Santi e gli edifici religiosi.
Nel capitolo 2: Ogni stato dovrà avere una costituzione democratica nella quale si garantisce che a tutte le persone siano concessi uguali diritti civili, politici, economici e religiosi unendo a questi i diritti umani e la fondamentale libertà di religione, lingua, parola e stampa, educazione, assemblea e associazione.
Nel Capitolo 3: si tratta della cittadinanza e delle costrizioni economiche di commercio secondo le quali Israele e gli Stati Arabi si dovranno attenere ad una corte per le dispute commerciali facendo riferimento all’U.K.
Nella sezione D vengono risolti l’unione economica e il transito (fra le dogane e per i cambi monetari, sulle strade e vie di comunicazione) tra i vari Stati. Non ci dovranno essere discriminazioni per avere un comune interesse al mantenimento delle vie di comunicazione.
Nella sezione E si definiscono glia assetti dei luoghi destinati da ospitare i rispettivi governi dello Stato Arabo e dello Stato Ebraico nella città di Gerusalemme.
Nella sezione F si stabilisce l’ammissione di una delegazione di rappresentanza dei governi nelle UN.

Parte 2: Confini
Nella sezione A si definiscono per filo e per segno i confini dello Stato Arabo con riferimento a tutte le città comprese ed i distretti annessi.
Nella sezione B, a loro volta quelli dello stato Ebraico.

Parte 3: Città di Gerusalemme
Nella sezione A si definisce che la città di Gerusalemme dovrà avere uno speciale regime internazionale per un certo lasso di tempo.
Nella sezione B si definiscono i confini interni ed esterni della città.
Nella C si stabilisce uno statuto per la città per la legislazione interna e la sicurezza e amministrazione locale. Inoltre vengono confermati ulteriormente il diritto di libero transito per tutti gli abitanti e gli stranieri. Anche i luoghi di culto sono preservati con libero accesso e piena libertà di culto e religione.

[tratto da http://MondeDiplo.com/focus/mideast/reso181-en%5D


Risoluzione 194
Assemblea Generale ONU – 11 Dicembre 1948

Nel comma 3 si legge: Una commissione composta da Cina, Francia, Unione Sovietica, U.K. e USA deve decidere i nomi dei tre Stati che costituiranno la Conciliation Commision.
Nel comma 7: Tutti i luoghi Santi, inclusa Nazareth, edifici religiosi situati in Palestina devono essere protetti ed avere libero accesso in accordo con i diritti esistenti ed il percorso storico attuale, sotto la supervisione delle UN
Nel comma 8: La Conciliation Commission è autorizzata ad indicare uno stato delle UN rappresentativo che coopererà con le autorità locali rispettando l’amministrazione dell’area di Gerusalemme. Autorizza la libera possibilità di accedere a Gerusalemme su strada, ferrovia, o aereo accordandosi con tutti gli abitanti della Palestina. Investe inoltre la Conciliation Commission di fare rapporto immediato al Consilio di questo diritto, ed ogni attentato da parte di qualsiasi partito che impedisca l’accesso.
Nel comma 11: Il Cosiglio stabilisce che i rifugiati dovrebbero tornare alle loro case e vivere in pace con i loro vicini e di dover far questo nel più breve tempo possibile.

[tratto da http://MondeDiplo.com/focus/mideast/reso194-en%5D


Risoluzione 242
Consiglio di Sicurezza ONU – 22 Novembre 1967

Afferma che il compimento dei principi della Carta richiede l’istaurarsi di una pace giusta e duratura in Medio Oriente che dovrebbe comprendere l’applicazione dei due seguenti principi:
a) ritiro delle forze israeliane dai territori occupati nel corso del recente conflitto;
b) cessazione di ogni dichiarazione di belligeranza, rispetto e riconoscimento della sovranità, dell’integrità territoriale e dell’indipendenza politica di ogni stato della regione e del loro diritto a vivere in pace all’interno di frontiere sicure e riconosciute, al riparo dalla minaccia di atti di forza.

Afferma inoltre la necessità:
a) di garantire la libertà di navigazione sulle vie d’acqua internazionali della regione,
b) di arrivare ad una equa regolamentazione del problema dei profughi,
c) di garantire l’inviolabilità territoriale e l’indipendenza politica di ogni stato della regione, attraverso misure comprendenti la formazione di zone smilitarizzate.

[tratto da http://MondeDiplo.com/focus/mideast/reso242-en%5D


Risoluzione 338
Consiglio di Sicurezza ONU – 22 Ottobre 1973

Chiede a tutte le parti di terminare ogni conflitto o attività militare immediatamente, con 12 ore al massimo di tempo. Con la cessazione dei conflitti partirà un negoziato fra le due parti per stabilire una pace duratura nel Medio Oriente.

[tratto da http://MondeDiplo.com/focus/mideast/reso338-en%5D

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