Il Digiuno nel mese di Ramadan

IL DIGIUNO DEL MESE DI RAMADAN (SAWM)

Il digiuno di Ramadàn è il quarto pilastro dell’Islàm

Il mese di Ramadàn è il nono dell’anno egiriano e l’anno egiriano è lunare. L’anno egiriano è di 354 giorni e sull’anno solare, che è fisso, l’anno lunare si sposta in avanti di 11 giorni all’anno. I mesi dell’anno lunare non hanno giorni fissi , ma il numero dei giorni del mese dipende dal novilunio, che può avvenire o ventinove o trenta giorni dopo il novilunio del mese prima.
Da ciò di deduce che ogniuno dei mesi attraversi tutte e quattro le stagioni e quindi avrà archi diurni brevi durante l’inverno e lunghi durante l’estate. Siccome questa regola vale anche per il mese di Ramadàn e quindi ci saranno Ramadàn con giorni con archi diurni lunghi e altri brevi.
Quando nell’emisfero nord è estate, in quello del sud è inverno e quando al nord è inverno al sud è estate. In questo modo a lungo andare i musulmani avranno digiunato lo stesso numeo di ore!.
Il digiuno del Ramadàn consiste nel non assumere nè cibo ne bevande, nel non fumare, nel non avere rapporti coniugali, nel non ingerire nessun tipo di sostanze (anche medicinali) per via orale e nel non introdurre nel corpo, per qualsiasi altra via (iniezione, via rettale) sostanza o medicinali, nell’arco diurno, che inizia all’alba e termina al tramonto, per tutti i giorni del Ramadàn.
Tutti i musulmani puberi, maschi e femmine, capaci di intendere e di volere, sono tenuti all’obbligo del digiuno.
La rottura involontaria del digiuno non comporta nessuna sanzione, purchè, dopo aver preso coscienza della rottura involontaria, si riprenda il digiuno.
Nel caso la rottura del digiuno sia consapevole il trasgressore è tenuto a rimediare in uno dei seguenti modi:

  • offrire un pasto a sessanta musulmani bisognosi
  • dare a sessanta musulmani l’equivalente in denaro di un pasto
  • fare digiuno di 60 giorni

Il digiuno comincia circa un quarto d’ora prima dell’inizio del tempo di adorazione rituale dell’alba (salàtu-l-fàgr) e deve essere preceduto dall’intenzione di digiunare per tutto il giorno seguente.
Il tramonto del sole segna la fine del digiuno e cessa, quindi il dovere dell’astinenza. L’astinenza viene rotta mangiando o uno o tre datteri, o in mancanza dei datteri bevendo dell’acqua.
La rottura dell’astinenza giornaliera si chiama iftàr. All’avvicinarsi dell’alba viene fatta una piccola colazione detta suhùr con dei datteri. Quando spunta la luna nuova del decimo mese dell’anno lunare, il mese di Shawal, termina il mese di Ramadàn e con esso il digiuno.
Nel primo mattino si celebra l’adorazione congressuale della solennità festiva della rottura del digiuno di Ramadàn, all’aperto e a cui tutti i musulmani della zona debbono partecipare.
All’inizio della celebrazione ogni musulmano è tenuto a versare nella cassa della comunità una somma di denaro della zakàtu-l-fitr. Questa somma deve essere pagata anche per il neonato che è venuto al mondo prima della adorazione congressuale della solennità.
L’importo del zakàtu-l-fitr è pari al valore di un pasto per ciascun componente della famiglia.
Sono esenti dal digiuno:

  • i malati (quando il digiuno sia gravemente pregiudiziale alla salute)
  • i viaggiatori ( per un viaggio di oltre 81 km per il periodo del trasferimento di andata e quello di ritorno)

Hanno facoltà di non digiunare:

  • le donne che allattano
  • le persone in età avanzata

Il digiuno è proibito alle donne mestruate e in puerperio.
Quando le cause legittime della interruzione del digiuno cessano l’interessato o l’interessata sono tenuti a recuperare i giorni in cui non hanno fatto digiuno in Ramadàn.
Per le persone anziane che non possono per ragioni di salute affrontare il digiuno sono previste due alternative:

  • qualora la persona anziana possa praticare il digiuno per almeno un giorno, il digiunare quel giorno con l’intenzione di digiunare per tutto il mese di Ramadàn, rende assolto l’obbligo
  • se la persona non può digiunare nemmeno un giorno, per le sue precarie condizioni fisiche, l’obbligo del digiuno si assolve in due modi:
    a) con l’offerta di un pasto al giorno , per tutto il periodo del Ramadàn ad un musulmano indigente
    b)con l’offerta di una somma sufficiente ad assicurare un pasto al giorno per tutti i giorni del mese di Ramadàn

In tutto questo mese santo le opere compiute hanno presso Allàh un pregio superiore alle opere compiute negli altri mesi. Il mese di Ramadàn è il mese dello sforzo per arricchire la spiritualità, per aumentare la fede, per approfondire la scienza religiosa , per aumentare il timore di Dio, per migliorare la condotta morale e per dare maggiore forza alla pratica dell’Islàm e alla diffusione della parola d’Allàh.
Il Ramadàn è il mese del colloquio con se stesso, il mese dei bilanci e dei programmi futuri, è il mese del rafforzamento del proposito di camminare nella retta via, nella salvifica luce del Sublime e Sapiente Corano e dell’Insegnamento del Profeta Muhammad (pbsl).
Quando due musulmani si incontrano in Ramadàn, dopo l’augurio di pace (as-salàmu ‘alàikum e la riposta (ua ‘alàikumu-s-salàm ua ràhmatullàh) si scambiano l’augurio di Ramadàn dicendo: Ramadàn karìm! (Generoso Ramadàn) e rispondendo: Allàhu àkram! ( Allàh è più generoso assai!)

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