Archivio per ottobre 2009

tafsir versetto 31 suret an-Nur

La lode appartiene ad Allah il Signore dei Mondi, Non c’è Dio all’infuori di Allah e Muhammad è il Suo Profeta e Messaggero.

Nel periodo storico che stiamo vivendo da pieni protagonisti, alcuni in bene e alcuni (ahimè) in male, ci troviamo spesso a dover prendere posizione su determinati argomenti.
L’argomento che tratterò, inshaAllah, sarà l’interpretazione di un versetto del Sacro Corano, ovvero il versetto 31 di Surat an-Nur.

Cominceremo con il riportare i versetti tradotti in italiano e li estrapoleremo dalla traduzione più diffusa tra i musulmani e i non musulmani, quella di Hamza Roberto Piccardo.

Va fatto però un giusto e doveroso appunto per quanto riguarda le traduzioni: il Sacro Corano è solo ed esclusivamente quello scritto, letto e recitato in lingua araba. Quando viene tradotto possiamo dire che diventa un’interpretazione fatta dall’uomo e che l’uomo non è esente dal fare errori.

I versetti:
30. Di’ ai credenti di abbassare il loro sguardo e di essere casti. Ciò è più puro per loro. Allah ben conosce quello che fanno.
31. E di’ alle credenti di abbassare i loro sguardi ed essere caste e di non mostrare, dei loro ornamenti, se non quello che appare; di lasciar scendere il loro velo fin sul petto e non mostrare i loro ornamenti ad altri che ai loro mariti, ai loro padri, ai padri dei loro mariti, ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne. E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano. Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare.

Il commento invece è una mia traduzione dal libro “Tafsir al Karim al Rahman” del Sapiente lo Sheikh Abdel Rahman bin Naser al Sa’diy.
Quando Dio impose ai credenti di abbassare lo sguardo (dal guardare le donne straniere -ovvero che non gli sono lecite) e di essere casti, l’impose anche alle credenti dicendo nel Sacro Corano: “E dì alle credenti di abbassare i loro sguardi “ dal guardare le ‘awrat ovvero le parti intime e le parti nascoste e dal guardare gli uomini con desiderio o con degli sguardi vietati (magari provocanti) “ e di essere caste” dal dare la possibilità di avere rapporti intimi, dall’essere toccata e da evitare di farsi guardare con degli sguardi peccaminosi.
“e di non mostrare, dei loro ornamenti” come i bei vestiti e i gioielli e tutto il corpo fa parte della bellezza e deve essere coperto
“se non quello che appare” ovvero l’abito tradizionale se in questo non c’è nulla che può essere provocante
“di lasciar scendere il loro velo fin sul petto” e questo è per completare la copertura ed è la prova che è illecito mostrare gli ornamenti e come abbiamo ricordato fa riferimento a tutto il corpo. Ripete o chiarisce, quindi la proibizione o il divieto di mostrare i loro ornamenti, ovvero le loro bellezze facendo però delle eccezioni come “ad altri che non ai loro mariti”, “ai loro padri, ai padri dei loro mariti” e con ciò intende anche i nonni, “ai loro figli, ai figli dei loro mariti, ai loro fratelli, ai figli dei loro fratelli, ai figli delle loro sorelle, alle loro donne, alle schiave che possiedono, ai servi maschi che non hanno desiderio, ai ragazzi impuberi che non hanno interesse per le parti nascoste delle donne.”
“E non battano i piedi, sì da mostrare gli ornamenti che celano” come per esempio l’oro e i gioielli che come usanza si mettevano anche ai piedi.
Termina il versetto con: “Tornate pentiti ad Allah tutti quanti, o credenti, affinché possiate prosperare” in quanto la fede del credente chiama verso il pentimento. Nel versetto collega il PENTIMENTO alla PROSPERITA’ e non c’è quindi sentiero che porti alla prosperità se non attraverso al pentimento, ovvero il ritorno da quelle cose che sono odiate da Allah, siano esse espresse o celate, verso ciò che è amato da Allah, siano esse espresse o celate.

Nel libro "Il ritorno del hijab -‘awdat al hijab- di Sheikh Muhammad Isma’il" al secondo volume alla pagina iniziale scrive:
"Tu (oh donna) sei metà della nostra Ummah (comunità) poi partorisci l’altra metà e diventi così la Ummah intera"

Spero che la traduzione sia stata chiara e chiedo ad Allah che possa accettare questo mio lavoro e spero che la mia intenzione fosse rivolta solo ed esclusivamente a Lui e al Suo compiacimento.

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10 domande

Nel nome di Dio il Clementissimo il Misericordioso

Ho letto una serie di commenti di stampo razzista e xenofobo su facebook e tra i quasi 400 commenti (naturalmente non li ho letti tutti ci mancherebbe) mi risalta un commento di una persona che fa 10 domande per avere chiarezza.

Io presi dunque le domande e le risposi. Ditemi che ve ne pare, jazakum Allahu khairan

D: 1. Un cristiano nei paesi musulmani può praticare liberamente?
R: La risposta è sì: In egitto per esempio il 10% della popolazione è cristiano-copta e in Egitto, terra da dove passo il Messia (su di Lui la pace) ci sono tra le più antiche e belle Chiese mai costruite. Così nel resto dei paesi a maggioranza di musulmani.

questa è una delle tante prove: http://www.youtube.com/watch?v=B_WXchj-P8s

D: 2. Un uomo musulmano ha gli stessi diritti di una donna ?
R: Sì! I diritti sono gli stessi! I doveri anche sono gli stessi ma possono divergere in qualche punto. Per esempio l’uomo ha il dovere di mantere una donna e la donna non ha il dovere di farlo e se lo fa lo per sua scelta. Il patrimonio dell’uomo deve essere usato anche per il mantenimento della donna. Il patrimonio della donna è solo suo e nessuno glielo può toccare e ne fa quello che vuole. Neanche il marito ha il diritto di toccare un solo centesimo dei soldi della donna.

D: 3. La donna può esprimere liberamente il proprio pensiero?
R: Non vedo perchè non possa farlo! Nell’Islam non importa se è uomo o donna che parla, ma è fondamentale che ciò di cui si parla sia fondato su verità, certezze e non dubbi e congiutture.

D: 4. Una donna accusata di adulterio ha lo stesso trattamento dell’uomo?
R: Questo è un altro mito. Uomo e Donna hanno la stessa pena per quanto riguarda i rapporti illeciti. (questo argomento possiamo trattarlo singolarmente se vorrai)

D: 5. Che valore ha la poligamia?
R: La poligamia è permessa nell’Islam ma è una pratica che solo (forse) il 5% dei musulmani attua. Per esempio un eventuale secondo matrimonio non dovrebbe rovinare il primo. Non bisogna fare differenze tra le eventuali donne e Dio dice nel Sacro Corano: "Restituite agli orfani i beni loro* e non scambiate il buono con il cattivo, né confondete i loro beni coi vostri, questo è veramente un peccato grande.
*[“Restituite…”: quando gli orfani saranno diventati puberi]
E se temete di essere ingiusti nei confronti degli orfani, sposate allora due o tre o quattro tra le donne che vi piacciono; MA SE TEMETE DI ESSERE INGIUSTI, ALLORA SIA UNA SOLA o le ancelle che le vostre destre possiedono, ciò è più atto ad evitare di essere ingiusti.
(anche qui se vuoi approfondiamo)

D: 6. Perchè il corpo femminile è considerato fonte di peccato tanto da essere coperto integralmente?
R: Dio dice nel Corano "O Profeta, di’ alle tue spose, alle tue figlie e alle donne dei credenti di coprirsi dei loro veli, così da essere riconosciute e non essere molestate. Allah è perdonatore, misericordioso."

D: 7. Cosa ne pensi della jihad?
R: Il Jihad è un termine arabo che significa sforzo e comprende tutti gli atti che vengono compiuti per Dio (Allah in arabo). Questo può essere dal cercare di rispettare i 5 pilastri dell’islam (rendere testimonianza dell’unicità di Dio e che Muhammad è il Suo messaggero, Pregare 5 volte al giorno, dare la Zakat ovvero una imposta che i ricchi devono dare per i poveri, digiunare nel mese di Ramadan e andare a fare il pellegrinaggio) all’andare a studiare all’estero per avere conoscenza fino ad arrivare al combattimento.

D: 8. Come viene considerato un kamikaze?
R: Dio ci ha vietato il suicidio. In guerra noi non possiamo uccidere donne, bambini, animali e la natura. Solo chi ci combatte.

D: 9. Siete in grado di rispettare le usanze e le culture dei popoli ke vi ospitano?
R: Dobbiamo! Non siamo qui in conquista ma siamo qui portatori di un messaggio di giustizia e verità. Nessuno è costretto a credere. Non pretendiamo di togliere crocefissi o distruggere chiese per costruire moschee. Siamo qui e abbiamo dei diritti e dei doveri. Doveri verso Dio e verso le Sue creature.

D: 10. Cosa significa per voi integrazione?
R: Integrazione significa poter vivere tranquillamente l’uno vicino all’altro e poter parlare tranquillamento ogni uno del suo credo in un clima di civiltà. Ci si può ascoltare, scambiare punti di vista e ci si può ignorare.
Tutto in un clima di pura civiltà. Senza stereotipi ma con la sola voglia di imparare qualche cosa di nuovo sul tuo vicino di casa.

Mi scuso se mi sono dilungato e spero di sentirla.
il vostro vicino di casa
Usama

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Tafsir suret al Asr – sura il Tempo 103

È stato riportato che ‘Amr ibn al ‘As era andato a visitare Musaylamah al Kadhdhab dopo che il Messaggero di Allah , sallallahu alaihi wa sallam, ricevette l’incarico (di Profeta) e prima che ‘Amr accettasse l’islàm.
Appena arrivò da Musaylamah , questi gli disse: <<Cosa è stato rivelato al tuo amico (Muhmammad) durante questo periodo?>>
‘Amr disse: <<Gli è stata rivelata una Sura corta e concisa>> Musaylamah chiese: <<Che cosa?>> e ‘Amr gli disse: <<Per il tempo – in verità l’uomo è in perdita – eccetto coloro che credono e compiono il bene, vicendevolmente si raccomandano la verità e vicendevolmente si raccomandano la pazienza>>.
Musaylamah pensò un po’. Poi gli disse:<<In verità, qualcosa di simile è stato rivelato anche a me>> e ‘Amr gli chiese: <<Che cosa?>> e gli rispose: <<Oh Wabr (un piccolo mammifero) oh Wabr! Tu sei solo due orecchie e un torace, il resto è scavare e bucare!>> e disse:<< Cosa ne pensi?>>
‘Amr gli disse: <<Per Allah! In verità, tu sai che io so che stai mentendo!>>
Una storia simile è stata riportata nel famoso libro di Abu Bakr al Khara’iti al secondo volume.
Il Wabr è un piccolo animale che assomiglia a un gatto e le cose più grandi in lui sono le sue orecchie e il suo torace mentre per il resto è brutto.
Con questa composizione di versi senza senso, Musaylamah era intenzionato a produrre qualcosa che si opponesse al Corano.
Ma egli non convinceva neanche gli adoratori degli idoli di quei tempi.
At-Tabarani riporta da ‘Abullah ibn Hisn Abi Madinah che disse: <<Ogni volta che due uomini dei Compagni del Profeta, sallallahu ‘alaihi wa sallam, s’incontravano, questi non si lasciavano fino a quando uno dei due non recitava tutta suret al ‘Asr all’altro e fino a che uno di loro non dava il saluto di pace all’altro.
Ash-Shaf’i idisse: <<Se la gente riflettesse su questa surah , questa sarebbe loro sufficiente>>

1- Per il Tempo!
2- In verità, l’uomo è in perdita,
3- eccetto coloro che credono e compiono il bene, vicendevolmente si raccomandano la verità e vicendevolmente si raccomandano la pazienza.

Al ‘Asr – il Tempo:
è il tempo che trascorre, il tempo in cui avvengono i movimenti dei Figli di Adamo, che passi nel bene o nel male.
Narra Malik da Zaid bin Aslam che disse: <<E’ la sera>>.
Comunque la prima interpretazione è quella più popolare.
Allah giura (per il tempo) che l’uomo è in perdita, ovvero si sta perdendo e distruggendo.

eccetto coloro che credono e compiono il bene:
Allah fa un’eccezione, su quella categoria di uomini in perdita, per coloro che credono nei loro cuori e che lavorano/agiscono con le loro membra.

e vicendevolmente si raccomandano la verità:
questo essendo obbedienti e lasciando le cose illecite e proibite

e vicendevolmente si raccomandano la pazienza:
ovvero quando succede una disgrazia, un danno e il male che subirà chi ordina il bene e proibisce il male

tradotto da me dal tafsir del "Qur’an al Adhim" di ibn Kathir

wallahu a’la wa a’lam

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