Archivio per agosto 2014

Il tiranno e l’oppresso

Gli occhi degli infami , dei traditori e degli ingiusti si chiudono in un sonno profondo incuranti di quanto la loro ingiustizia faccia si che molti altri occhi rimangano svegli ed in veglia e con le mani alzate al cielo a chiedere giustizia per il mondo…
Ogni notte di Ramadan, mentre il mondo dorme, centinaia di milioni di musulmani in gruppo di decine, centinaia, migliaia e milioni, alzano le mani al cielo ed invocano per la pace e la giustizia e a volte penso che solo i musulmani pregano per il mondo mentre il resto del mondo vuole solo prendere la sua parte…

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Oppresso ed oppressore non sono uguali

Su 114 capitoli del Corano 113 cominciano “nel nome di Allah il Misericordioso il Clemente” e complessivamente questa formula, chiamata basmalah, si ripete 114 volte.

In un detto Santo, parole di Allah non presenti nel Corano ma tramandare dal Profeta, Egli dice: “la Mia misericordia supera la Mia collera”.

La visione pacifista che pone oppresso ed oppressore sullo stesso piano è una grande ingiustizia.

Dio solo sa quanto i musulmani vogliono il bene per le persone e Dio solo sa quanto noi preghiamo per il bene del e nel mondo.

Ma se un musulmano invoca la collera di Allah su di un criminale, autore di un genocidio questo non significa che l’Islam sia meno misericordioso, o il Dio dell’Islam…

Invocare Allah Significa chiedere l’intervento divino contro chi non ha in cuor suo ormai compassione per il creato e per le creature…

Significa invocare Allah per fermare quell’ingiustizia che l’uomo fa finta di non vedere…

E Allah è il più Misericordioso dei misericordiosi…

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Quella mancanza nel cuore…

“Invero nel cuore c’è una mancanza che non può essere rimossa se non avendo in compagnia Allah.
E c’è una tristezza che non può essere rimossa se non con la felicità di conoscere Allah ed esser a Lui fedele.
E c’è un vuoto che non può essere riempito se non amandoLo, ritornando a Lui e ricordandoLo sempre.
E se ad una persona venisse dato tutto (ciò che offre) il mondo questo non riempirà questo vuoto.”

(Ibn Qayyim Al Jawziyyah)

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