#iostoconusama

#IOSTOCONUSAMA
di Giulia Bridget Bodo

Ho conosciuto Usama El Santawy ad un dibattito tra ragazzi della nostra età, contattati per partecipare alle selezioni per la trasmissione AnnoUno di La7.
Una decina, tutti volutamente molto diversi l’uno dall’altro.
Quando Usama ha spiegato di essere Imam della comunità islamica di Cinisello Balsamo, ho pensato a che cavolo ci facessi io lì, l’ultima dei pirla.
Ho ascoltato questo ragazzo parlare dei suoi mille impegni, della sua famiglia e dei suoi studi con ammirazione.
Ma soprattutto, l’ho osservato è stimato sempre di più, durante i dibattiti: grande ascoltatore, rispettoso, colto, educato, costruttivo, saggio, profondo.
Mi sono resa conto, tornata a casa, di quanto mi avesse arricchito conoscere Usama, e ho tenuto a contattarlo e ad approfondire la sua conoscenza.
Ho pensato che una persona con le sue qualità, e il suo grande cuore, era comprensibile che fosse stata presa come punto di riferimento da un’intera comunità.
Io invito chiunque a guardare le sue interviste on-line, i suoi interventi religiosi su youtube. Giudicate con i vostri occhi e le vostre orecchie.
Ciò che io ci vedo è un uomo di pace, preoccupato per la sua comunità, desideroso di trasmettere messaggi positivi e incoraggianti.
Ma ha la barba lunga, la pelle olivastra, e sembra un terrorista…quindi la creazione mediatica del mostro è presto ultimata.

Libero e Il Giornale l’hanno accusato di essere capo di una cellula criminale di Al Quaeda, e di insegnare/gestire la produzione e il trasporto di armi.
Causa vinta in tribunale da Usama.

In agosto, Usama rilascia un’intervista a Il Fatto Quotidiano (la trovate quihttp://www.ilfattoquotidiano.it/2014/08/29/limam-milanese-europei-che-combattono-dittatori-da-onorare/1102149/

) che nella trasposizione viene manipolata è distorta.

In particolare, Usama dice testuali parole:
“Sono persone che vedendo le ingiustizie non vedono l’ora di poter essere parte di una resistenza e di un popolo.
Io penso al popolo siriano.
Il popolo siriano è un popolo che ha vissuto, cosi come la gran maggioranza dei paesi arabi, ha vissuto sotto dittature che appena il popolo si è messo contro il dittatore, quindi una minoranza di famiglie che regnano sovrane su dei territori vasti e governano la vita di milioni di milioni di persone, abbiamo visto la reazione di questi dittarori, e le reazioni non sono state tanto pacifiche, sono state reazioni sanguinarie. Quindi la persona che è andata li per liberare o per aiutare una persona nella sua resistenza contro lo spargimento del sangue, allora questa persona è sicuramente una persona da onorare, anche se oggi dire queste parole sembra giustificare il terrorismo. Invece no, dobbiamo fare dei passi indietro e ritornare alla nostra condizione umana, quella che è la nostra natura e capire che ci sono delle persone che soffrono realmente.
È una cosa che non pensiamo, vorrei che ognuno di noi quando va con il suo figlio possa pensare che quel figlio è in pericolo, che se mette il piede nel posto sbagliato può morire.
E adesso non sto parlando solo dell’Afghanistan, dell’Iraq o della Siria, ma sto parlando di tantissimi paesi in tutto il mondo.
Ecco, se noi ritorniamo a questa condizione umana e io poi penso che c’è un ragazzo italiano, un ragazzo europeo, che va perché vuole lottare per far ritornare la sicurezza a quel bambini, allora il nostro giudizio cambierà.”
In pratica: le persone che partono per la Siria non per combattere, ma per aiutare i popoli oppressi da dittatori sanguinari a limitare questo spargimento di sangue, sono da onorare. Questo non è giustificare il terrorismo, perché chi va in quei posti per difendere i bambini dalle mine antiuomo fa esattamente quello che faremmo noi per i nostri figli.

Le parole di Usama sono state invece così liberamente reinterpretate:
“Secondo Usama El Santawy, i musulmani nati in Italia che decidono di unirsi all’ISIS, organizzazione terroristica, sono degli eroi da ammirare ed onorare.”

La conseguenza di tutto ciò?

Dopo gli attentati a Parigi, questo articolo dello scorso agosto è stato strumentalizzato dal leghista mentecatto di turno, che si appella ad Alfano, chiedendo di cacciare Usama dal Paese perché ha definito “onorabili” i terroristi (lo trovate qua: http://www.agenparl.com/?p=149637

)…parole da Usama MAI PRONUNCIATE.

Ora, una persona rischia di perdere la dignità, il lavoro, la famiglia, la reputazione, per colpa di storie gonfiate ad arte dalla fabbrica dell’odio.
Usama potrebbe anche essere arrestato al primo tentativo di lasciare il Paese.

Mi chiedo: perché?
Perché complicare fino al limite della rovina la vita di una persona che non ha fatto nulla ed è già stata scagionata da precedenti simili accuse?
Perché accanirsi in questo modo?

Io continuo a credere che un mondo senza religioni sarebbe migliore, che non ci sia nessun dio, e che l’Islam dovrebbe perlomeno arrivare alla secolarizzazione del ruolo della donna.
In questo Usama ed io siamo e rimarremo molto diversi.
Ma ciò non mi impedisce di schierarmi dalla parte di una brava persona, evidentemente innocente, capro espiatorio di un gruppo di governanti ignoranti ed incapaci.

Se siete d’accordo, diffondiamo il più possibile la verità.

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Il Messaggero di Allah al parco divertimenti (sallaAllahu ‘alaihi wa sallam)

Oggi è festa! Il giorno dell’Aid al Adha, la festa del Sacrificio, nel mese e nei giorni del Pellegrinaggio alla Mecca, dove milioni di persone tutte vestite uguali si riuniscono per ricordare, adorare, lodare e compiere un dovere rituale richiesto a tutti i musulmani che ne abbiano la possibilità…

Appunto, possibilità, che io ancora non ho e chiedo ad Allah l’Altissimo di concedermi la possibilità di visitare la Sua Sacra Casa almeno una volta nella mia vita… Amin.

Come di consueto facciamo la preghiera, assisto e traduco il sermone del Aid e poi porto la famiglia a fare colazione…

E adesso cosa facciamo? Un paio di telefonate e decidiamo di andare in un parco divertimenti al chiuso per bambini…

I bambini giocano e vicino ai giochi una piccola biblioteca e tra i libri risplende un libro su tutti, un libro scritto da Shàykh Abdurrahman Pasquini in onore al Nobile Messaggero di Allah, sallaAllah ‘alaihi wa sallam.

Mi viene in mente un versetto del Nobile e Sacro Corano:

“ورفعنا لك ذكرك”
[e abbiamo] innalzato la tua fama?
(Corano 92:4)

E questa è una profezia che si avvera perché il significato di questo versetto è che il Profeta, sallaAllah ‘alaihi wa sallam, viene ricordato e il suo nome innalzato ovunque, nel richiamo della preghiera, nella chiamata alla preghiera, durante al tashahud, durante il sermone del venerdì, durante i matrimoni, durante la festa del fitr e del adha, in Occidente ed Oriente, ovunque nel mondo il suo nome nobile viene innalzato.

Alhamdulillah

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La favola dei supereroi

Da piccoli ci hanno drogati con film e cartoni.
Ci hanno sedato con le storie dei supereroi…
Quelli che nel momento del buio e della corruzione sarebbero apparsi a risolvere la situazione…
Ora tutti noi siamo senza luce e sappiamo che la società è corrotta e ogni tanto esce un buffone che si atteggia da Batman ma facendoci ottenere i risultati di Joker…
Dei clown che ci distraggono…
Degli Houdini che hanno imparato a salvarsi…

Intanto i nostri occhi non si chiudono pensando alle ingiustizie.
I nostro occhi non si chiudono terrorizzati dal tradimento…

Consapevoli che l’unica soluzione è quella di continuare a lottare contro se stessi, vincere la paura per poter vincere il corruttore.

Il poco fatto da tanti farà tremare il trono dell’ingiusto.

Hanno rinforzato i loro castelli di sabbia con cemento armato ma non basterà ad evitarne la distruzione.

Capirai quindi che non c’è mai stato bisogno di nessun supereroe ma solo una coscienza viva.

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La comparsa degli ipocriti

Nella vita del Profeta Muhammad صلى الله غليه وسلم gli ipocriti, i bugiardi e i finti musulmani entrano in scena solo nel periodo medinese, quando viene costituito il primo nucleo organizzato in Stato dai musulmani di prima generazione insieme ai clan e alle tribù, musulmane e non, che abitavano l’oasi di Yathrib, poi diventata al-Madinah.
Gli ipocriti non uscirono durante i primi 13 anni di rivelazione perché in quei 13 anni i musulmani erano perseguitati, ingiuriati, diffamati, emarginati e boicottati, per cui essere musulmani attivi significava anche mettere in pericolo i propri beni e soprattutto i propri cari e la propria vita.

A Madinah invece l’Islam era lo Stato per questo motivo apparirono gli ipocriti e gli approfittatori.
L’appartenenza al gruppo di maggioranza ti dava delle garanzie di status sociale e l’ipocrita giurava fedeltà per perseguire i suoi interessi personali politici o economici o entrambi.

Il bugiardo, l’ipocrita non crede ed è il primo ad abbandonare la nave, a cambiare maglia indossando quella dell’avversario e ti può tradire in qualsiasi momento.

Ovunque ci siano interessi ci sono gli approfittatori che reclamano un posticino per fare i propri affari e che non disdegnano l’uso di qualsiasi mezzo per raggiungerlo.

Che Iddio ci protegga dell’essere tra questi e ci protegga dagli ipocriti e dai bugiardi.

Wassalam
Usama El Santawy

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Il borghese

Guadagna soldi senza sporcarsi le mani.
Racconterà del suo passato da attivista.
Racconterà del suo presente come il risultato dei suoi sforzi passati.
E quando parla del futuro dice “NOI ce la faremo”.

È un personaggio che è entrato di diritto nella classe borghese più moderna.

Il borghese offre lavoro e soldi ma fondamentalmente pensa solo a se stesso e al suo benessere.

Oggi il politico è borghese non per discendenza o per eredità ma per il fatto stesso di essere un politico oggi.

Ma il borghese tende al suicidio e più va su e più si farà male.

Eccezion fatta per…

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Moderati e fondamentalisti

“Buoni e Cattivi

Lo so. Tutti, o quasi, cercano disperatamente il cosiddetto “Islam moderato”, quello che da tanto tempo ha occupato stabilmente le pagine dei giornali, le schermate di Internet e gli spazi televisivi, senza però che si sia convenuto su una sua definizione. Dov’è allora questo Islam? Lo si vuole accarezzare, l’Islam – abusata tentazione quella di rinominare il presunto nemico, perché faccia meno paura -, proprio dividendolo in due: i “moderati” da una parte e i “fondamentalisti” dall’altra, come se al di qua di una precisa linea di demarcazione stessero i buoni e al di là i cattivi. Ma chi può dare la patente di bontà agli uni e di cattiveria agli altri, soprattutto a coloro che non stanno agli estremi dei due campi, cioè la stragrande maggioranza?”

Michele Zanzucchi
Un giornalista

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Il terrorista del XXI secolo

La parola “terrorista” deriva da “terrore” ed indica quella persona o quel gruppo di persone che per raggiungere il proprio obiettivo, qualsiasi esso sia, usano la violenza fisica o psicologica.
Ciò che importa è incutere terrore perché con il terrore raggiungono il loro obiettivo di controllo sulla o sulle persone terrorizzate.

Ecco allora che il politico del 21 secolo insieme a una grossa fetta di media sono da considerare terroristi perché ogni giorno o l’uno o l’altro (o entrambi) controllano le persone con la contrapposizione e il timore.
Ogni giorno un nuovo mostro e un nuovo nemico e ogni anno, ad ogni elezione il cittadino è chiamato a votare “il meno peggio” perché se non vince il meno peggio a chi sarà affidato il governo? Ed ecco che entra in gioco la paura.

Esprimere un opinione non è terrorismo.
Stravolgerne il significato e sfruttare l’occasione è terrorismo.

Adesso ognuno dovrebbe chiedere a se stesso chi è e in cosa è complice: della libertà o del terrorismo? Sei sicuro della risposta?

La verità ben si distingue dalla falsità, anche se l’ipocrita veste la falsità con gli abiti della verità e della giustizia.

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